The Weaver

Mar. 18th, 2020 10:01 pm
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COWT10, Settimana 6, M1

 

Prompt: The Weaver

Titolo: The Weaver
Fandom:
D.Gray-man
Personaggi:
Lavi, Kanda
Coppia: Lavi/Kanda (hint)
Genere: Fantasy
Rating: Verde
Avvertimenti:
WITCHER!AU


The Weaver


Viaggiare con un Witcher era molto interessante, dal punto di vista di un Bardo eclettico come Lavi; pericoloso ma impagabilmente istruttivo. Aveva visto una quantità di creature delle quali prima a malapena conosceva l'esistenza o il reale aspetto. Alcune per lui erano sempre state solo nelle leggende o nei racconti popolari, fino al momento in cui non vi si era trovato faccia a faccia.

Adesso Kanda era stato chiamato alla corte dell'ennesimo Re che aveva l'ennesimo problema con 'creature' non meglio precisate che 'rapivano la popolazione'. Sì, un grande classico.

Re Duncan però era conosciuto per la sua generosità e per il grande amore verso i propri sudditi, quindi Kanda aveva accettato di andare a investigare sulle scomparse, sebbene fosse convinto si trattasse (ancora una volta) di semplici banditi.

Per Lavi era un'altra bellissima occasione di intrattenere l'ennesima corte reale con il suo canto soave e, soprattutto, con la ballata dedicata al suo Witcher, che non mancava mai di dargli soddisfazioni, anche se l'aveva 'presa in prestito', in realtà.

Re Duncan li accolse a braccia aperte, come si aspettavano, organizzando persino un banchetto per la sera stessa. Banchetto cui Kanda non voleva presenziare, ma fu costretto dalle circostanze. Insomma, come al solito, ordinaria Witcher amministrazione.

– Allora, Witcher, hai dato un'occhiata per le strade del villaggio? – chiese Re Duncan, appena Kanda si fu seduto accanto a lui, in attesa della prima portata del banchetto. – Anche ieri sera sono sparite due delle mie guardie, oltre che alcuni paesani.

– Ho esplorato l'intero villaggio, sì – confermò Kanda – e la popolazione non è stata molto collaborativa.

– Nessun indizio? – chiese il Re. – Alcune delle mie guardie hanno trovato strane matasse di fili di seta bianchi. – Kanda gli rivolse un'occhiata molto eloquente e il Re gli sussurrò all'orecchio, di rimando: – Volevo parlartene di persona, ma sospetto che ci sia dietro il culto del 'Tessitore'.

Tch. – fu l'unico commento a lasciare le labbra di Kanda.

Gli adoratori del 'Tessitore' erano fanatici, se davvero c'erano loro dietro, non era escluso che stessero nutrendo una qualche creatura non propriamente benevola.

Il Re annuì, interpretando l'espressione sul volto di Kanda come segnale che aveva accettato il lavoro.

– Dopo il banchetto ti mostro la seta che i miei uomini hanno recuperato. – disse, sollevando il calice per proporre un brindisi. – Il tuo Bardo canta molto bene, a proposito. Dovrei invitarlo più spesso.

– Non è il mio Bardo – sottolineò Kanda – insiste nel seguirmi ovunque.

Re Duncan rise sommessamente. Conosceva il caratteraccio di Kanda sia dai racconti che per esperienza e si aspettava quella risposta.

– Oh. Allora dovrò complimentarmi con lui direttamente, immagino. – disse.

Kanda scrollò le spalle.

– Fa' come ti pare – rispose – l'importante è che paghi il mio lavoro.

Il Re rise di nuovo, annuendo.

 

 

Kanda prese in mano la matassa bianca. Sembrava davvero seta. Probabilmente lasciata per sviare l'attenzione dal vero mostro che la setta nascondeva.

– Re Duncan, se davvero i Tessitori hanno un tempio nel tuo villaggio, mi serve una pianta di tutto, castello e sotterranei inclusi. – chiese.

Il Re fece un cenno al suo mago di corte, che si inchinò e sparì oltre la porta.

– Certamente, Hector sarà subito di ritorno con ciò che chiedi – assicurò il Re – pensi si nascondano proprio fra gli abitanti?

– Difficile dirlo – rifletté Kanda – se hanno guadagnato molti seguaci, è possibile. Altrimenti è facile che si nascondano nei sotterranei del castello. Dipende dalla natura della bestia che stanno venerando, se sia facile o no da nascondere. Di solito sono ragni, c'è da vedere questo quanto è grande.

Ragni giganti. Il viso del Re fu attraversato da un moto d'orrore.

– Trovalo e uccidi quell'abominio, Witcher – ordinò porgendogli una borsa di velluto blu di dimensioni considerevoli – al tuo ritorno con le prove di aver compiuto la missione ne riceverai una seconda ugualmente piena.

Kanda annuì e prese la borsa.

– Sarà fatto – promise – ti suggerisco di continuare a pattugliare il villaggio, nel frattempo.

 

Sì, probabilmente da parte sua era stato meschino decidere di usare i soldati del Re come esca, ma era il modo migliore di osservare le reazioni della gente non visto. Kanda sogghignò: ecco che iniziavano i primi movimenti sospetti a causa dell'aumento dei soldati di pattuglia.

Un contadino era appena entrato, guardandosi ripetutamente alle spalle, dentro una specie di magazzino, da cui erano usciti poi in tre, diretti verso una pattuglia, e di certo non avevano buone intenzioni.

– Comandante! – chiamò uno dei tre. – Abbiamo visto qualcosa di sospetto! Vengono strani rumori da dentro quella casa laggiù! E urla!

– Facci strada – ordinò il soldato, gesticolando agli uomini di seguirlo.

Kanda si accodò alla comitiva restando a una certa distanza, approfittando dell'oscurità della sera per confondersi con le case e, appena il gruppetto si fermò davanti a quella incriminata, tirò su il cappuccio e si unì a loro con molta naturalezza.

Uno dei tre contadini girò la chiave nella toppa e i soldati la varcarono la soglia uno dopo l'altro, Kanda fra loro. L'uomo richiuse la porta dietro di sé appena l'ultima delle guardie fu entrata.

– Come potrete ben immaginare – disse con un finto sospiro afflitto – nessuno di voi uscirà vivo di qui.

Kanda roteò gli occhi. Ogni volta la stessa storia, era davvero irritante!

L'uomo puntò la torcia che teneva in una mano verso la parete opposta, dalla quale un gigantesco ragno li fissava con i suoi innumerevoli occhietti malvagi.
Prima che chiunque altro potesse fiatare, Kanda estrasse entrambe le katane e si avventò sul ragno, decimandogli le zampe e impalandolo contro la parete dritto per la piccola testa occhiuta. La creatura cercò di pungerlo, ma senza successo e si ritrovò decapitata attimi dopo, sotto lo sguardo pietrificato dei suoi tre adoratori e dei soldati.

– Bene, pare che abbiamo finito – disse Kanda al comandante della pattuglia, sollevando il suo trofeo – possiamo tornare da Re Duncan. Loro tre sono tutti vostri – aggiunse, indicando i contadini – sono sicuro che hanno molto da dire sui loro compari Tessitori.

Il comandante annuì e gli porse la mano.

– Grazie, Witcher, ti dobbiamo la vita. – disse.

– Tch. – rispose Kanda, stringendola di malavoglia.

Fuori dalla casa però c'era qualcun altro ad attenderli.

– Yuu! – gridò una voce nota e irritante. – Mi hai di nuovo lasciato all'oscuro! Come faccio a narrare le tue gesta se non sono presente!

Lavi. Come aveva fatto a trovarli?

– Sta' zitto. – intimò, dirigendosi verso il castello.

– Ma Yuu! – Lavi fece subito il broncio, poi notò il fardello grondante sangue penzolare dalla cintura di Kanda. – Ooh! Era un ragno gigante! È il primo che vedo, anche se quella è solo la testa... il corpo è là dentro?

Kanda roteò di nuovo gli occhi, irritato. Eccolo che iniziava con le sue mille domande!

– Sta' zitto, ho detto! – ringhiò.

– Ma Yuu! – continuò a lamentarsi il Bardo. – Almeno raccontami, così posso scrivere un'altra ballata!

Kanda si fermò di colpo, si voltò verso il giovane e lo attirò a sé, baciandolo con una certa enfasi, poi lo mollò e continuò per la propria strada. Lavi rimase fermo come un idiota a fissarlo, fra i risolini dei soldati.

Kanda, dal canto suo, assaporava quegli attimi di silenzio. Ah, che pace. Aveva trovato il modo di farlo tacere, alla fine.

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