Non ci andremo
Feb. 1st, 2019 05:18 pmLavi non sapeva che fare. Quando Daisya, il fratellastro del suo fidanzato si era presentato alla loro porta con l'invito per il compleanno del patrigno, già immaginava come sarebbe andata a finire. Kanda Yuu non sopporta le riunioni di famiglia, eccetera, eccetera, eccetera.
In tutto ciò, non voleva nemmeno dire a Daisya che stavano insieme, cosa che un pochino lo aveva ferito. Aggiungiamo anche la foto-ricatto manipolata e otteniamo un Kanda furioso.
Da quando il fratellastro se n'era andato, camminava avanti e indietro per il salone come un ossesso, l'aria incazzata come raramente gli era capitato di vedere e Lavi conosceva il suo pollo molto bene. Dopo tutto se n'era innamorato e lo sopportava in ogni sua sfaccettatura. Yuu sapeva di essere stato incastrato ancora una volta dal patrigno, eppure si rifiutava di accettare la situazione.
Visto che considerava il loro rapporto una cosa seria, a Lavi invece avrebbe fatto piacere conoscere la sua famiglia, ma Yuu non sentiva ragioni.
– Non ci andremo, fine della discussione! – scattò il giovane, in risposta al suo cauto 'allora Yuu, che facciamo?'.
– Ma Yuu...
Lavi assunse un'espressione imbronciata e incrociò le braccia al petto. Fece qualche passo indietro verso il divano e vi si sedette, in silenzio.
Kanda lo fissò, confuso. Non capiva perché ci tenesse così tanto, era soltanto una stupida festa di compleanno! Sarebbe stata una noia mortale e tutta la famiglia avrebbe fatto a entrambi mille domande, visto e considerato che non si aspettavano 'un fidanzato' ma una graziosa fanciulla.
– Perché vuoi andare? – chiese alla fine.
Non era bravo con i sentimenti, quindi era inutile che cercasse di capire da solo, ormai lo aveva accettato come un suo limite, anche se cercava di migliorare. Come adesso, andando incontro ai desideri della persona più importante nella sua vita.
– Perché altrimenti ho il dubbio che ti vergogni di noi.
– Sai benissimo che non è questo. – replicò d'impulso Kanda, poi si interruppe, riflettendo che, forse invece un fondo di verità c'era. Sospirò piano. – Detesto che la gente si faccia gli affari miei, soprattutto quando è una cosa personale.
Fu la volta di Lavi di sospirare. Allargò le braccia in un gesto di impotenza.
– È la tua famiglia, Yuu – sottolineò con enfasi – l'uomo che ti ha cresciuto e ti vuole bene come un padre. Non credi un po' di doverglielo?
Kanda si trovò preso in contropiede. Riconosceva che Lavi era nel giusto, però per lui era una tortura prendere parte a quelle cose in famiglia, tutto il suo essere si ribellava. Scosse la testa e raggiunse il giovane sul divano, sedendogli accanto.
Non sapeva come comportarsi, forse avrebbe dovuto abbracciarlo? I loro sguardi si incontrarono e Lavi scoppiò a ridere, buttandogli le braccia al collo con trasporto.
– Oh, Yuu, sei incorreggibile – gli sussurrò all'orecchio – ma vedrai, ti insegnerò io a non essere più quel pezzo di ghiaccio che sei solito mostrare al mondo. Iniziò a mordicchiargli l'orecchio, posando poi baci leggeri lungo il suo collo, le mani intrecciate fra i lunghi capelli corvini. – Prometto di non metterti in imbarazzo e di sostenere tutta la conversazione. Allora, andiamo?
Kanda lo strinse a sé, ricambiando le attenzioni con un bacio a fior di labbra.
– D'accordo – concesse – ma se combini qualche catastrofe sappi che ti punirò adeguatamente.
– Non vedo l'ora. – rispose Lavi, reclamando come sue quelle labbra impertinenti.